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Scialorrea indotta da farmaci
Bruno Scalia. Dipartimento Clinico e Sperimentale di Medicina e Farmacologia, Università di Messina
La scialorrea consiste nella produzione eccessiva di saliva, viene percepita dal paziente come un anormale flusso abbondante o come accumulo di saliva nella bocca. Quest’analisi (1) esamina l’impatto di questo disturbo sulla salute e sulla qualità della vita e le sue potenziali cause, soprattutto i farmaci.
Sedativi
Alcuni farmaci causano lentezza dei movimenti e sonnolenza, che possono portare ad una riduzione nella frequenza della deglutizione e ad accumulo di saliva nella bocca. Numerosi farmaci hanno effetti sedativi (2).
- Diversi casi sono stati attribuiti alle benzodiazepine. Sei casi di polmonite ab ingestis dovuta a scialorrea sono stati osservati in bambini (12 mesi-8 anni) trattati con nitrazepam (0,54-2,4 mg/kg/die) per l’epilessia (3,4). I sintomi includevano tosse e sensazione di soffocamento durante i pasti, accompagnata da fuoriuscita di saliva dalla bocca. Un bambino sviluppò distress respiratorio acuto.
I disturbi sono iniziati immediatamente dopo l’assunzione di nitrazepam o dopo aumento della dose. I disturbi si sono risolti in un caso dopo la riduzione della dose e in due casi dopo la sospensione del farmaco. In un caso il farmaco non fu sospeso e i disturbi persistettero.
L’esito in due casi non è noto (3,4).
- Un aumento della produzione di saliva e polmonite ab ingestis sono stati riportati anche con altri farmaci sedativi: specialmente gli antiepilettici (fosfenitoina, tiagabina e zonisamide), gli anestetici come la ketamina e gli anestetici alogenati come il sevoflurano (5-8).
- Il litio può provocare sia scialorrea che secchezza delle fauci (9).
Neurolettici
Diversi neurolettici hanno effetti atropinici che causano secchezza delle fauci, mentre altri possono causare la scialorrea. I meccanismi sembrano coinvolgere un aumento del flusso salivare dovuto al blocco del recettore alfa-2 adrenergico e disturbi della deglutizione correlati agli effetti sedativi ed extrapiramidali. I neurolettici possono causare l’accumulo della saliva, accompagnati da fuoriuscita di saliva dalla bocca e polmonite ab ingestis (2).
- Circa un terzo dei pazienti trattati con clozapina sviluppa scialorrea (10-17).
Una donna di 50 anni con schizofrenia, trattata con dosi crescenti di clozapina, sviluppò per la prima volta scialorrea ad una dose di 150 mg/die. Fu sospettata una polmonite ab ingestis quando sviluppò febbre e tosse produttiva. La sospensione della clozapina portò ad un miglioramento. La reintroduzione graduale di clozapina indusse nuovamente scialorrea ad una dose di 150 mg/die. Infine, la clozapina fu sospesa e la scialorrea si risolse entro 24 ore (11).
L’ipertrofia della parotide è stata associata ad ipersalivazione indotta dalla clozapina (14).
Un uomo schizofrenico di 35 anni, in trattamento con clozapina ad una dose di 400-600 mg/die sviluppò rapidamente un’eccessiva salivazione che peggiorò con l’aggiunta del clonazepam.
Le parotidi erano aumentate di volume e la sua saliva si era addensata. Poichè suoi sintomi psicotici erano migliorati, il paziente scelse di non ridurre la dose (14).
- Un uomo schizofrenico di 22 anni stava assumendo aloperidolo ad un dosaggio di 10 mg/die e litio quando le sue allucinazioni uditive peggiorarono. Fu introdotto il risperidone e la dose fu gradualmente aumentata fino a 10 mg/die. Le allucinazioni uditive si risolsero, ma il paziente riferiva la fuoriuscita di saliva dalla bocca durante il giorno, mentre durante la notte bagnava il cuscino (13).
- Sono stati riportati casi di scialorrea anche con l’olanzapina.
Colinergici
I farmaci che hanno un’azione parasimpaticomimetica (colinergici) inducono una produzione abbondante di saliva fluida (2).
Gli inibitori delle colinesterasi usati nella malattia di Alzheimer per la loro azione colinergica (donepezil, rivastigmina e galantamina) stimolano le ghiandole salivari. Agiscono indirettamente, prevenendo la degradazione dell’acetilcolina dall’acetilcolinesterasi nello spazio sinaptico (18).
Fino al 22 agosto 2008, la rete inglese di Farmacovigilanza aveva ricevuto 9 segnalazioni di ipersecrezione salivare in pazienti trattati soltanto con donepezil (19).
La scheda tecnica americana della galantamina riporta che, nei trial clinici, nei pazienti trattati con questo farmaco si è verificato occasionalmente un aumento della secrezione salivare (20). La scheda tecnica americana della rivastigmina riporta che la salivazione eccessiva si può verificare nei casi di overdose (2,21). I farmaci utilizzati per la miastenia possono provocare effetti simili (22).
La pilocarpina è un farmaco parasimpatimimetico usato in alcuni colliri per il trattamento del glaucoma ad angolo aperto e per via orale per l’iposcialia e per la xerostomia (23).
La scialorrea può verificarsi indipendentemente dalla via di somministrazione.
Altri farmaci
Altri farmaci usati in un’ampia varietà di indicazioni possono causare scialorrea: il suxamentonio blocca la deglutizione, l’adrenalina stimola la secrezione salivare per il suo effetto simpaticomimetico e l’irinotecan aumenta la produzione di saliva per il suo effetto colinergico; l’albumina, il triossido di arsenico, l’olsalazina e l’apomorfina sono altri potenziali induttori (24,25).
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