Liberata Sportiello* e Lidia Sautebin*°
*Dipartimento di Farmacologia Sperimentale e °Centro Interdipartimentale di Ricerca in Farmacoeconomia e Farmacoutilizzazione, Facoltà di Farmacia, Università di Napoli Federico II.
Il 10 Ottobre 2008, l’Agenzia regolatoria portoghese (INFARMED) ha emanato un comunicato stampa nel quale ha reso noto che, recentemente, sono stati rivalutati, a livello europeo, i dentifrici contenenti fluoro, il cui uso è destinato ai bambini, con l’emanazione della Direttiva europea 2007/53/CE del 29 Agosto 2007 (vedi sito), recepita poi in Portogallo con il Decreto Legislativo nº 189/2008 del 24 Settembre.
L’Agenzia ha evidenziato che lo sviluppo dello smalto dei denti in fase pre-eruttiva, può essere alterato da diversi fattori, tra cui l’eccesso di fluoro. Il fluoro, infatti, se assorbito in eccesso, può causare fluorosi, che si manifesta con macchie bianche e con compromissione irreversibile dello smalto. A tal proposito, l’INFARMED ha sottolineato che i bambini al di sotto dei sei anni, senza un’adeguata supervisione dei genitori, possono facilmente ingerire il dentifricio e, quindi, una certa quantità di fluoro contenuto in esso. Deve essere, pertanto, aggiunta sull’etichetta dei dentifrici, la seguente avvertenza: “I bambini di età inferiore ai 6 anni devono utilizzare una piccolissima quantità di dentifricio, sotto la supervisione di un adulto, al fine di minimizzarne la deglutizione, durante la pulizia dei denti. Se si assume fluoro mediante altre fonti, consultare il proprio medico curante o il proprio dentista”.
Inoltre, come riportato nel comunicato, i produttori, le persone per conto delle quali il prodotto è fabbricato oppure i responsabili dell’immissione in commercio devono provvedere a modificare l’etichetta, affinché, a partire dal 19 Marzo 2009, possano essere disponibili sul mercato dentifrici che contengono dallo 0.1% allo 0.15% di fluoro con l’indicazione di riferimento (eccetto i prodotti per l’igiene orale che già presentano indicazioni che precludono l’utilizzo nei bambini).
L’INFARMED ha, inoltre, consigliato agli operatori sanitari ed ai consumatori di verificare sempre le informazioni riportate sui dentifrici contenenti