Liberata Sportiello* e Lidia Sautebin*°
*Dipartimento di Farmacologia Sperimentale e °Centro Interdipartimentale di Ricerca in Farmacoeconomia e Farmacoutilizzazione, Facoltà di Farmacia, Università di Napoli Federico II.
Il 26 novembre del 2008, l’Agenzia Francese della Sicurezza Sanitaria e dei Prodotti Sanitari (Afssaps) ha emanato un comunicato stampa inerente all’attualizzazione delle raccomandazioni, proposte nel 2002, sull’uso del fluoro nella prevenzione della carie dentaria.
Il fluoro è considerato, unanimemente, un agente essenziale per la prevenzione della carie, tuttavia è stato oggetto, negli ultimi anni, di numerosi dibattiti. A tal proposito, l’Afssaps ha sottolineato che i principali punti che hanno creato molte divergenze sono stati le modalità d’uso, l’età ottimale d’uso e la via preferenziale di somministrazione. Ciò ha, pertanto, portato alla formulazione di alcune raccomandazioni da parte dell’Unione Francese per la Salute della Bocca e dei Denti (Union Française pour la Santé Bucco-Dentaire, UFSBD) nel 2000, da parte dell’Afssaps nel 2002 e della Società Francese di Odontologia Pediatrica nel 2004 (Société Française d’Odontologie Pédiatrique, SFOP).
Come riportato nel comunicato, l’Afssaps ha ricostituito, nel 2008, un gruppo di lavoro composto da esperti in odontologia pediatrica, in biologia, in salute pubblica odontologica, in chirurgia maxillo-facciale ed in stomatologia insieme ai rappresentanti dell’Alta Autorità della Sanità (Haute autorité de santé, HAS) e dell’Agenzia francese della Sicurezza Sanitaria degli Alimenti (Afssa). Tale gruppo di lavoro ha effettuato un’analisi dei dati bibliografici più recenti (dopo il 2002), in ragione di una conoscenza più precisa sul meccanismo d’azione del fluoro.
In effetti, l’Afssaps ha affermato che all’inizio degli anni ’80, la principale via d’assunzione del fluoro era, soprattutto, per via sistemica, mediante compresse e gocce. L’azione locale, attraverso l’uso di dentifrici e gomme da masticare, dopo la crescita dei denti, era ritenuta, invece, complementare.
Attualmente, i dati sperimentali, clinici ed epidemiologici mostrano che i fluoruri hanno un effetto superiore se somministrati dopo l’eruzione dentale (essenzialmente attraverso l’azione locale). Inoltre, la massima azione protettiva è ottenuta mediante l’apporto esiguo, ma regolare, di fluoruri, a livello buccale, che assicura la loro presenza continua sulla superficie dello smalto.
L’Afssaps ha, inoltre, evidenziato che le raccomandazioni formulate nel 2002 per la prevenzione della carie, erano rivolte soprattutto a 2 fasce d’età:
In particolare, nel primo caso, le raccomandazioni prevedevano la prescrizione sistemica del fluoro per via orale (gocce, compresse) dalla nascita fino ai 2 anni, mentre ormai si ritiene inutile la somministrazione dopo i sei mesi d’età.
Per quanto riguarda i bambini con un’età superiore ai sei mesi, l’Afssaps ha riportato che studi nazionali e regionali hanno dimostrato una diminuzione della prevalenza della carie dentaria. Tuttavia, il 20-30% dei bambini presentavano l’80% di carie. In effetti, l’Agenzia ha precisato che i rischi d’insorgenza delle carie variano in funzione delle cattive abitudini alimentari (mangiare fuori orario) e del non rispetto delle norme d’igiene orale. Inoltre, dopo i 6 mesi, l’uso dei fluoruri, per via orale, dovrebbe essere modulato in funzione del rischio di sviluppare carie.
Pertanto, le raccomandazioni prevedono, per i bambini con un rischio minore, una spazzolatura dei denti con un dentifricio al fluoro (con una concentrazione adeguata all’età) da eseguire minimo 2 volte al giorno, con l’assistenza di un adulto se i bambini non sono ancora autonomi.
Per i bambini con un rischio maggiore, invece, l’Afssaps ha sottolineato che, oltre alla spazzolatura dei denti, è consigliato un apporto farmacologico, per via orale, fin dalla comparsa dei primi denti. La prescrizione deve essere, però, preceduta da un bilancio personalizzato dell’apporto giornaliero di fluoro.
Per tale motivo, è necessario prendere in considerazione le altre fonti di fluoro (per esempio acqua da bere, sale), per evitare che il bambino possa manifestare una fluorosi dentale, ossia un eccesso di fluoro caratterizzato dalla comparsa di macchie sui denti. D’altra parte, l’Afssaps ha dichiarato che i dentisti hanno proposto altre terapie complementari, come l’applicazione del fluoro sottoforma di vernice o gel sui denti dei bambini.
L’Afssaps ha, inoltre, ricordato che le raccomandazioni sono inserite nel piano generale di prevenzione della carie dentaria, organizzato nel 2005 dal Ministero della Salute e della Solidarietà. In questo contesto, l’HAS ha preparato delle raccomandazioni inerenti alla salute pubblica, che saranno rese note nel 2009, per aderire all’orientamento della politica sulla prevenzione della carie dentaria in Francia.
In conclusione, l’Afssaps ha ricordato che un buon uso del fluoro è solo un aspetto della prevenzione della carie dentaria, in quanto sono necessarie anche una buona educazione sull’igiene orale, una corretta alimentazione e regolari visite odontoiatriche.