Liberata Sportiello* e Lidia Sautebin*°
*Dipartimento di Farmacologia Sperimentale e °Centro Interdipartimentale di Ricerca in Farmacoeconomia e Farmacoutilizzazione, Facoltà di Farmacia, Università di Napoli Federico II.
Nel mese di marzo 2009, l’Agenzia Francese della Sicurezza Sanitaria e dei Prodotti Sanitari (Afssaps) ha emanato un comunicato stampa riguardante un’indagine eseguita, nel 2008 nell’ambito della sorveglianza del mercato cosmetico, su prodotti cosmetici definiti “Bio”. Tali prodotti rivendicano l’assenza totale o parziale di una gran parte di conservanti, tra cui i parabeni (esteri dell’acido paraidrossibenzoico), il fenossietanolo ed altri elencati (e quindi autorizzati) nell’allegato VI della Direttiva dei Cosmetici 76/768/CEE. Come ricordato nel comunicato, i conservanti sono sostanze utilizzate nei prodotti cosmetici al fine di evitare un’eventuale contaminazione batterica.
In occasione dell’indagine, i laboratori dell’Afssaps hanno eseguito un’analisi su 28 prodotti cosmetici “bio”, presenti sul mercato francese e prelevati dai servizi d’ispezione dell’Afssaps (8 prodotti) e da quelli della Direzione Generale della Concorrenza, del Consumo e della Repressione della Frode (DGCCRF) (20 prodotti).
I controlli sui 28 prodotti sono stati eseguiti dall’Afssaps (Direzione dei Laboratori e dei Controlli DLC – situato in Vendargues, nelle unità microbiologiche e chimico-fisiche) con lo scopo di verificare da una parte la conformità della composizione chimica e le informazioni riguardanti l’etichettatura e, dall’altra, il rispetto delle norme in merito alla protezione antimicrobica. Pertanto, l’Agenzia ha sottolineato che i prodotti in questione sono stati sottoposti sia a controlli chimico-fisici che microbiologici.
I controlli chimico-fisici sono stati eseguiti attraverso la tecnica HPLC (cromatografia liquida ad alta prestazione) per il dosaggio dei conservanti. La metodica utilizzata ha permesso la valutazione della presenza e del dosaggio di molti conservanti (15 dei 53 elencati nell’allegato della Direttiva), tra cui 7 parabeni (metile, etile, butile, isobutile, isopropile, propile e benzile). I controlli microbiologici sono stati eseguiti per la valutazione della contaminazione e protezione microbica. Come sottolineato nel comunicato, il primo tipo di valutazione microbiologica è stato realizzato secondo le indicazioni dell’edizione in vigore della Farmacopea Europea (capitoli 2.6.12 e 2.6.13); il secondo in base alla normativa AFNOR NF T 75-611.
Risultati dell’indagine eseguita dall’Afssaps
Come riportato dall’Agenzia, 16 dei 28 prodotti presentano una composizione “senza parabeni e/o fenossietanolo”. In questi prodotti, i conservanti identificati sono stati il sale dell’acido benzoico e sorbico, l’alcool benzoico e l’acido deidrossiacetico. Nei rimanenti 12 prodotti è stata, invece, dichiarata una composizione “senza conservanti”. In tali prodotti è stata osservata la presenza d’estratti vegetali e/o alcool.
Per quanto riguarda la composizione chimica, 7 dei prodotti hanno richiesto una valutazione chimico-fisica. L’Agenzia ha riferito che l’analisi su 6 prodotti, che si presentavano come cosmetici “privi di parabeni e/o senza fenossietanolo” ha rivelato, invece, tracce di metilparabene ad una concentrazione compresa tra 0.01 e 0.04% nei prodotti finiti, mentre in uno “privo di conservanti” la presenza di sali dell’acido benzoico o sorbico.
Nella parte conclusiva del comunicato, l’Afssaps ha, quindi, evidenziato che l’indagine eseguita sui 28 prodotti cosmetici definiti “Bio”, realizzata con la collaborazione della DGCCRF, ha consentito di sottolineare la buona qualità microbiologica dei prodotti presi in esame ad accezione di uno. E’ stato, inoltre, constatato che i conservanti utilizzati nei prodotti definiti “privi di parabeni e/o di fenossietanolo” sono presenti nella lista positiva della Direttiva e che in 7 prodotti, la presenza in tracce di questi conservanti, come il metilparabene, è dalle 20 alle 60 volte più debole rispetto a quanto non sia autorizzato dalla regolamentazione. Tali tracce possono essere spiegate con la presenza di questi conservanti nelle materie prime, soprattutto quelle d’origine vegetale, e non sembrano destinate a proteggere il prodotto finito.
Le indagini messe in atto dalla DGCCRF hanno condotto a risultati sovrapponibili a quelli ottenuti dall’Afssaps. Infatti, la presenza in tracce di conservanti in alcuni prodotti presentati con la definizione “senza conservanti” è stata rilevata in 12 casi; pertanto, è possibile concludere, per le ragioni sopra esposte, che tale pratica è adottata deliberatamente.
D’altro canto, la DGCCRF ha sottolineato che alcuni produttori hanno l’abitudine di segnalare l’assenza di un determinato conservante, mentre il prodotto ne contiene altri. Una tale pratica, com’evidenziato nel comunicato, può comportare la divulgazione d’informazioni volontariamente incomplete che possono trarre in inganno il consumatore circa la reale composizione del prodotto.