Cosmetovigilanza
Lidia Sautebin, Università Federico II di Napoli
News dalle agenzie regolatorie

Agenzia Francese della Sicurezza Sanitaria e dei Prodotti Sanitari (Afssaps): bilancio degli effetti indesiderati dichiarati nell’anno 2008.

Liberata Sportiello* e Lidia Sautebin*°
*Dipartimento di Farmacologia Sperimentale e °Centro Interdipartimentale di Ricerca in Farmacoeconomia e Farmacoutilizzazione, Facoltà di Farmacia, Università di Napoli Federico II.

Come noto, l’Agenzia Francese della Sicurezza Sanitaria e dei Prodotti Sanitari (Afssaps) si occupa da tempo di individuare gli effetti indesiderati causati dai prodotti cosmetici e per l’igiene personale e, quindi, di intraprendere delle misure volte a tutelare la salute dei consumatori.
In Francia, l’organizzazione di tale sistema di cosmetovigilanza è stata resa ufficiale mediante la pubblicazione della Legge 2004/806 del 9 agosto 2004, nell’ambito del piano di salute pubblica. Il sistema regolatorio nazionale è diventato poi effettivo con la pubblicazione del decreto notificato dalla Commissione Europea.
Grazie all’attività di cosmetovigilanza svolta dall’Afssaps, il 20 maggio 2008, è stato emanato un comunicato stampa proprio in merito al bilancio degli eventi indesiderati dichiarati all’Agenzia nel 2008.
In tale comunicato, l’Afssaps ha innanzi tutto fatto cenno al Regolamento sui cosmetici che presto sostituirà la Direttiva 76/768/CEE (vedi sito). Come riportato dall’Afssaps, infatti, nel 2007, la Commissione Europea ha organizzato una consultazione pubblica con lo scopo di semplificare la Direttiva 76/768/CEE relativa ai prodotti cosmetici per salvaguardare la salute dei consumatori. Tale Direttiva è stata, nel corso degli anni, emendata 7 volte al fine di introdurre disposizioni a carattere generale e più di 50 volte al fine di regolamentare le sostanze usate in tali prodotti.
Il lavoro di semplificazione è stato avviato, a livello del Consiglio dell’Unione Europea, nel febbraio del 2008 ed è terminato con la realizzazione di un Regolamento adottato dal Parlamento Europeo alla fine di marzo 2009 (vedi sito).
L’Agenzia francese ha evidenziato che le disposizioni introdotte, in merito all’attività di cosmetovigilanza, consistono nell’obbligo di notifica degli effetti indesiderati gravi da parte della persona responsabile alle autorità competenti dello Stato Membro in cui è constatato l’effetto in questione. L’insieme delle informazioni raccolte è trasmesso agli altri Stati Membri per un’attività di cooperazione. Qualora la notifica sia avvenuta da parte del distributore, l’autorità competente dello Stato membro trasmette ugualmente l’informazione alla persona responsabile del prodotto cosmetico, che ha il compito di garantire la conformità del prodotto messo in commercio alle disposizioni del regolamento.
L’Afssaps ha, altresì, sottolineato che un’altra novità introdotta con il regolamento è che, qualora i consumatori e gli operatori sanitari notifichino gli eventi indesiderati gravi all’Autorità competente di un Stato membro, esso trasmette le informazioni relative al prodotto in questione sia alle autorità competenti degli altri Stati membri che alla persona responsabile. Tali informazioni possono essere utilizzate da parte delle autorità competenti per la sorveglianza e l’analisi di mercato, oltre che per le procedure di valutazione e d’informazione dei consumatori. L’entrata in vigore di queste misure è prevista per il 2013.
In attesa che le disposizioni del regolamento in merito all’attività di cosmetovigilanza vengano applicate, l’Afssaps ha riportato, come detto sopra, alcuni dati in merito alla sua attività svolta nel 2008.
Nel corso di tale anno, sono stati segnalati all’Afssaps 193 effetti indesiderati (EI) associati all’utilizzo dei prodotti cosmetici. E’ stato, pertanto, registrato un aumento rispetto al 2007, periodo durante il quale sono state inviate 126 EI. Coloro che, con maggior frequenza, hanno segnalato gli effetti avversi sono stati:

  1. Medici ed in particolare:
  2. Centri Regionali di Farmacovigilanza (CRPV) nell’11% dei casi.
  3. Farmacisti nel 7% dei casi.
  4. Consumatori nel 4% dei casi.
  5. Centri Antiveleno (CAV) nell’1% dei casi.
  6. Industrie nell’1% dei casi.

In base alle segnalazioni ricevute, l’Afssaps ha dichiarato che il 16,5% delle reazioni avverse sono state gravi, ai sensi dell’articolo L. 5131-9 del Codice della Sanità Pubblica (CSP), il 50% sono state considerate come gravi (effetti che non rispondevano ai criteri di gravità previsti dall’articolo L. 5131-9 del CSP, ma che, in apparenza, sembravano essere gravi) ed il 33,5% sono state considerate non gravi.
Dei casi gravi (16,5%), 19 hanno richiesto ospedalizzazione, 9 assenza da lavoro e 4 hanno portato ad una impossibilità a svolgere la propria professione.
L’Agenzia francese ha sottolineato che il 70% dei 193 EI ha riguardato reazioni allergiche, di cui 3 caratterizzati da un meccanismo d’ipersensibilità immediata. Gli allergeni più frequentemente evidenziati, mediante opportuni test, sono stati:

Nel 30% dei casi sono stati osservati segni e sintomi a livello cutaneo non associati a meccanismi allergici. Dei 193 eventi indesiderati dichiarati, nell’11% dei casi si trattava di reazioni d’irritazione e nel 19% dei casi le reazioni erano di altro tipo (convulsioni, disturbi respiratori associati ad un uso improprio, acidosi metaboliche relative a tentativi di suicidio).
L’Afssaps ha, altresì, riferito che le principali categorie di cosmetici responsabili delle reazioni cutanee sono state:

L’Agenzia francese ha, inoltre, riportato gli eventi indesiderati relativi ad un uso improprio, definito come uso non conforme a quello destinato al prodotto cosmetico, a quello abituale o alle modalità d’impiego (menzionate nell’articolo 5 R. 5131-4 del CSP). Nel 2008, sono stati dichiarati 9 eventi indesiderati inerenti all’uso improprio di un prodotto cosmetico:

Gli effetti indesiderati, associati all’uso di un prodotto cosmetico nell’ambito professionale, dichiarati nel 2008, sono stati 6:


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