Cosmetovigilanza
Lidia Sautebin, Università Federico II di Napoli
News dalle agenzie regolatorie
Comitato Scientifico per la Sicurezza dei Consumatori (CSSC): opinioni adottate su alcune sostanze utilizzate nei prodotti cosmetici.
Lidia Sautebin. Dipartimento di Farmacologia Sperimentale, Facoltà di Farmacia, Università di Napoli Federico II.
Recentemente il CSSC (Comitato Scientifico per la Sicurezza dei Consumatori) ha espresso la sua opinione su varie sostanze utilizzate nei prodotti cosmetici.
- Vitamina K1 (fitomenadione/fitonadione)
In seguito alla notifica di uno stato membro, la vitamina K1 è stata oggetto di discussione per la sua capacità di causare reazioni allergiche. Attraverso alcune sue opinioni, il Comitato Scientifico ha stabilito che il suo utilizzo non poteva essere considerato sicuro, a causa della capacità della sostanza di dare allergie cutanee. Inoltre, gli individui sensibilizzati a questa sostanza attraverso i cosmetici, rischiano di non poterla ricevere come agente terapeutico.
Nonostante i nuovi studi forniti, con l’opinione SCCS/1313/10, il CSSC ha ribadito che concentrazioni dell’1% di questa sostanza nei prodotti cosmetici non possono essere ritenute sicure.
- Resorcinolo (1,3-diidrossibenzene)
Il resorcinolo è un ingrediente impiegato nelle tinture per capelli ossidative. Attualmente esso è elencato tra le sostanze che i cosmetici non possono contenere, se non in determinate condizioni e con determinate restrizioni, elencate nella parte 1 della Direttiva sui Cosmetici 76/768/EEC.
In seguito a numerosi studi sulla sua tossicità, l’SCCP (Scientific Committee on Consumer Products) aveva considerato questa sostanza priva di rischi a concentrazioni del 2,5% in miscela 1:1 con perossido di idrogeno (concentrazione finale di resorcinolo dell’1,25%). Tuttavia erano stati richiesti studi in vivo e studi sulla genotossicità/mutagenicità, che sono stati recentemente forniti.
Con l’opinione SCCS/1270/09 del 24 marzo, il CSSC ha confermato che il resorcinolo, a concentrazioni dell’1,<25% nel prodotto finale, non presenta rischi per il consumatore ad eccezione del suo potenziale sensibilizzante.
- 4-clororesorcinolo
Con l’opinione SCCS/1224/09, sulla base delle informazioni fornite, il CSSC ha espresso il parere secondo il quale l’utilizzo del 4-clororesorcinolo come sostanza colorante ossidativa per capelli, a concentrazioni massime finali del 2,5%, non presenta rischi per la salute dei consumatori.
- Idrossietilen-p-fenilendiammina solfato
I primi studi su questa sostanza, forniti all’SCC (Scientific Committee on Cosmetology) nel 1989 da COLIPA, sono stati seguiti da numerosi altri studi negli anni successivi, portando all’adozione di nuove opinioni. L’idrossietilen-p-fenilendiammina solfato è usata come colorante ossidativo per capelli a concentrazione massima dell’1,5% nel prodotto cosmetico finito.
Recentemente è stato proposto di alzare il limite massimo al 2,0% nel prodotto finale. Con l’opinione SCCS/1310/10, il CSSC ha affermato che alla concentrazione proposta, la sostanza non presenta rischi per la salute del consumatore, ad eccezione del suo forte potenziale sensibilizzante.
- Acid Black 1
I primi studi sull’Acid Black 1 sono stati sottoposti all’SCC nel 1984, ma la mancanza di informazioni dell’epoca non ha permesso di fornire un’opinione.
Nel 2005, in seguito ai nuovi dati pervenuti su questa sostanza, il CSSC ha stabilito che a causa del basso margine di sicurezza, l’uso nelle formulazioni come agente colorante diretto non ossidativo per capelli a concentrazioni finali dello 0,5% presenta rischi per la salute del consumatore. Pertanto, secondo l’opinione SCCS/1226/09, l’uso di Acid Black 1, attualmente regolato nell’Allegato VI della Direttiva sui Cosmetici tra le sostanze consentite come coloranti, dovrebbe essere riconsiderato per i prodotti cosmetici.
- N,N’-bis-(idrossietil)-2-nitro-p-fenilendiammina
I primi dati sulla N,N’-bis-(idrossietil)-2-nitro-p-fenilendiammina sono stati forniti da COLIPA nel 1994. L’SCCNFP (Scientific Committee on Cosmetic products and Non-Food Products intended for consumers) ha poi espresso la sua opinione nel meeting del 23 aprile 2004.
Nell’opinione SCCS/1228/09, alla luce degli ulteriori studi resi disponibili nel 2005, il CSSC ha concluso che non è possibile valutarne il potenziale di genotossicità/mutagenicità.
Inoltre, essendo questa sostanza un’ammina secondaria, può dare reazioni di nitrosazione. Il contenuto di nitrosammine nel prodotto finito, pertanto, non dovrebbe superare le 50 ppb.
- Basic Yellow 57
Questa sostanza, usata come colorante in tinture per capelli, è stata oggetto di vari studi, forniti dall’industria nel 1993, nel 2002 ed infine nel 2005. In questi ultimi la concentrazione finale proposta era del 2,0% nelle tinture non ossidative per capelli. Con l’opinione SCCS/1231/09 il Comitato Scientifico ha stabilito che non ci sono sufficienti dati per valutare la sicurezza della sostanza alle concentrazioni proposte dall’industria.
- Disperse Black 9
Questa sostanza, costituita da una miscela 50:50 di 2,2’-[4-(4-aminofenilazo)fenilimmino]dietanolo in lignosolfato, è impiegata nelle tinture per capelli non ossidative a concentrazioni dello 0,3% (e quindi a concentrazioni di 2,2’-[4-(4-aminofenilazo)fenilimmino]dietanolo dello 0,15%). Sulla base dei dati forniti dall’industria nel 2005, il CSSC, con l’opinione SCCS/1233/09, ha affermato che l’uso della sostanza a tale concentrazione non comporta alcun rischio per la salute del consumatore, pur non essendo possibile escludere che essa abbia un potenziale sensibilizzante.
- Melatonina
Le autorità tedesche hanno richiesto alla Commissione Europea una valutazione sulla sicurezza della melatonina nei prodotti cosmetici. Nello stesso periodo, un’azienda ha fornito un dossier su questa sostanza nel quale proponeva concentrazioni massime dello 0,0033% peso/peso nei prodotti per capelli.
Il CSSC, con l’opinione SCCS/1315/10, ha stabilito che concentrazioni dello 0,0033% di questa sostanza non presentano rischi per la salute del consumatore.
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