Una domanda e una risposta sul farfaraccio (Tussilago petasites)
(Alessandro Oteri e Giovanni Polimeni, Dipartimento Clinico e Sperimentale di Medicina e Farmacologia, Università di Messina)
Un farmacista privato ha posto al nostro sito una domanda sul farfaraccio (Tussilago petasites).
Riportiamo di seguito la domanda e la nostra risposta.
La domanda
Volevo chiedere cortesemente se avete la disponibilità di fornirmi qualche informazione in più sul Tussilago petasites (FARFARACCIO), in particolare per l'impiego nella profilassi degli attacchi di emicrania.
Mi interesserebbe molto sapere qualcosa in più sulle sostanze attive, anche per poterlo consigliare ai clienti affetti da questa patologia. Ha un'azione simil-antistaminica?
Come si esplica la sua azione? Sui centri della tosse del SNC?
La risposta
Il farfaraccio (Tussilago petasites) è una pianta erbacea perenne appartenente alla famiglia delle composite. La droga contiene derivati sesquiterpenici quali petasina ed isopetasina, prodotti a base di zolfo, alcaloidi pirrolozidinici, flavonoidi, acido protocatechico, colina, cloruro di potassio, inulina, sinantrina, eliantenina, potassio, calcio e manganese (1).
Gli estratti di farfaraccio sono stati utilizzati nella medicina popolare per curare la rinite allergica (febbre da fieno), l’asma, l’emicrania, i disturbi del tratto uro-genitale, del tratto gastro-intestinale e della colecisti, oltre che come spasmolitici.
Gli effetti farmacologici del farfaraccio sono dovuti ai suoi costituenti principali: la petasina e l’isopetasina, due potenti agenti vasodilatatori la cui attività in vitro si è dimostrata simile a quella della papaverina (2,3). Tali sostanze sembrano inoltre capaci di inibire la sintesi di leucotrieni responsabili del processo infiammatorio che sta alla base dell’emicrania (4). Inoltre il farfaraccio, inibendo il rilascio di istamina, allevia la congestione nasale ed ha pertanto trovato applicazione nel trattamento della rinite allergica e dell’asma.
Per quanto riguarda gli studi di efficacia condotti sull’uomo, un trial clinico in doppio cieco, randomizzato e placebo-controllato, realizzato nel 2001 su 60 pazienti, ha dimostrato che il farfaraccio è efficace nel trattamento profilattico dell’emicrania. Lo stesso studio ha evidenziato che gli estratti di tale droga hanno la capacità di ridurre in maniera significativa la frequenza degli attacchi di emicrania fino ad un massimo del 60% rispetto ai valori basali (5). Due studi più recenti (randomizzati verso placebo) sulla prevenzione dell’emicrania, che hanno arruolato un totale di 289 pazienti, hanno confermato l’efficacia e la sicurezza degli estratti di radice di farfaraccio negli adulti (6,7). Un ulteriore studio multicentrico su 108 bambini e adolescenti ha ulteriormente confermato questi risultati (8).
Per ciò che riguarda l’impiego della droga nel trattamento dell’asma, un trial clinico condotto su 80 pazienti affetti da asma ha dimostrato l’efficacia del farfaraccio nel trattamento di questa patologia (9).
Ciò detto, desideriamo sottolineare alcuni aspetti di sicurezza che riguardano l’uso di questa e di molte altre erbe a scopo terapeutico.
Riteniamo infine importante sottolineare che, essendo tale droga potenzialmente epatotossica, è necessario effettuare un ‘adeguata anamnesi farmacologica dei pazienti prima di consigliarne l’uso, in modo da evitarne la possibile somministrazione contemporanea con altri farmaci in grado di causare disturbi a carico del fegato.
Bibliografia.