Vigilanza sui prodotti naturali
Efficacia e sicurezza dei prodotti naturali
a cura dell’Ambulatorio di Medicina Naturale dell’A.O.U. ”Policlinico G. Martino” – Messina
Programma permanente e in continua evoluzione.

Attenzione alle terapie complementari per i disturbi cognitivi

A cura di Alessandro Oteri. Dipartimento Clinico Sperimentale di Medicina e Farmacologia. Università di Messina.

Attualmente, in Australia, circa 200.000 persone soffrono di demenza e questo numero sembra essere destinato a raddoppiarsi nei prossimi 20 anni (1).
Convenzionalmente, il trattamento farmacologico fornisce solo modesti benefici ai pazienti con demenza senza tra l’altro modificarne la progressione della patologia. I pazienti e chi li assiste possono quindi decidere di passare alle medicine complementari, anche se non sono esenti da rischi.
Una ricerca condotta dal National Prescribing Service (NPS) australiano ha evidenziato che circa la metà dei consumatori intervistati non dichiara l’uso di medicine complementari al proprio medico curante. Allo stesso modo, solo la metà dei medici di medicina generale (MMG) chiede ai propri pazienti informazioni relative all’uso di terapie complementari. Inoltre, molti MMG e farmacisti non conoscono né gli effetti avversi associati all’uso delle più comuni medicine complementari né le loro potenziali interazioni con i farmaci convenzionali (2).

Qualità e sicurezza
Uno dei principali problemi legati alle erbe medicinali riguarda la variabilità dei principi attivi, che spesso non risulta standardizzata. Uno specifico prodotto erboristico, che si è mostrato efficace durante i trial clinici, può essere materialmente differente da un altro venduto sotto lo stesso nome ma da un’altra ditta.
Inoltre, un altro aspetto da non sottovalutare riguarda la sicurezza dei pazienti. Infatti, i pochi trial clinici di larga scala raramente valutano la sicurezza di tali prodotti così come la loro efficacia; ciò comporta una scarsa previsione dei rischi associati al loro impiego, visto che la maggior parte delle informazioni deriva da studi condotti su singoli casi.
Finché non emergeranno sistematiche evidenze da studi clinici attentamente controllati, i medici dovranno adottare delle strategie cautelative nei confronti dei pazienti che fanno uso di erbe medicinali, soprattutto in presenza di interazioni erbe-farmaci note.

Ginkgo biloba
Il Ginkgo biloba è uno dei più comuni rimedi erboristici utilizzati per il trattamento dei disturbi cognitivi. Alcune evidenze mostrano che l’estratto di foglie, assunto oralmente, determina un modesto miglioramento dei sintomi legati alla malattia di Alzheimer e alla demenza vascolare o mista. Tuttavia, queste evidenze derivano da studi di scarsa qualità (3).
Uno studio finanziato dal National Center for Complementary and Alternative Medicine statunitense, sul prodotto EGb-761 ha evidenziato una scarsa efficacia di tale estratto nel ridurre l’incidenza di demenza e malattia di Alzheimer nei pazienti anziani. In un altro trial, più di 3000 volontari di età ≥75 anni sono stati trattati per circa 6 anni con ginkgo 240 mg/die senza mostrare alcuna efficacia nel rallentamento del declino cognitivo (4,5). Alcuni studi di dimensioni più modeste hanno mostrato risultati promettenti in termini di stimolazione della memoria. Tuttavia, in un trial sponsorizzato dal National Institute on Aging statunitense, condotto su oltre 200 adulti sani di età >60 anni, l’uso di di ginkgo per sei settimane non ha prodotto alcun miglioramento della memoria (6).
Nello studio IPSEN GuidAge, condotto su 2854 pazienti di età ≥70 anni con problemi di memoria, ha evidenziato una riduzione statisticamente significativa nella progressione della malattia di Alzheimer. Secondo gli autori dello studio, la differenza tra i risultati da loro ottenuti e quelli riportati negli studi precedenti è da attribuire ad una diversa compliance dei pazienti (7).

Vitamina E
Un’ampia varietà di antiossidanti e scavenger dei radicali liberi, inclusa la vitamina E, è stata proposta per il trattamento della malattia di Alzheimer. Una recente revisione Cochrane non ha evidenziato alcuna efficacia della vitamina E in termini di prevenzione o trattamento della malattia di Alzheimer (9). Sebbene l’assunzione di vitamina E per via orale sia raramente associata ad effetti avversi immediati, un’altra revisione Cochrane ha suggerito un possibile incremento della mortalità associato al suo impiego (10).

Bacopa monnieri e Centella asiatica
Gli estratti standardizzati di Bacopa monnieri, somministrati per almeno 3 mesi, sembrano migliorare alcuni aspetti della funzionalità cognitiva in individui sani; tuttavia, queste osservazioni devono essere confermate in trial di maggiori dimensioni. In una recente revisione, condotta su 7 trial clinici, è stato osservato un significativo miglioramento della funzionalità cognitiva in individui sani trattati con estratti di bacopa (Stough, 2011, non pubblicato).
Non sono stati pubblicati in letteratura trial clinici controllati randomizzati (RCT) sull’uso di tali erbe medicinali da sole o in combinazione in pazienti con demenza. Un recente studio in aperto, nel quale 5 pazienti con malattia di Alzheimer sono stati trattati con 300 mg di estratto di bacopa per 6 mesi, ha evidenziato un miglioramento in 4 pazienti nel punteggio del Mini Mental State Examination ed un miglioramento nell’Alzheimer’s Disease Assessment Scale in 3 di essi (11).
Sebbene gli effetti avversi appaiano poco comuni, in letteratura sono riportati 3 casi di epatotossicità associati all’uso della Centella asiatica (12) ed alcuni casi di alterazione della funzionalità intestinale associati all’uso di estratti di bacopa (11).

Acetil-L-carnitina
L’acetil-L-carnitina è strutturalmente correlata all’acetilcolina e si ritiene che possa agire come suo analogo nei pazienti con malattia di Alzheimer. Sebbene alcuni trial abbiano riportato risultati positivi, una revisione Cochrane del 2003 non ha evidenziato alcun beneficio dell’acetil-L-carnitina nei confronti della demenza (13). Somministrata per via orale, l’acetil-L-carnitina è generalmente ben tollerata, sebbene possa causare nausea, vomito, disturbi gastrointestinali ed agitazione. Uno dei suoi metaboliti può essere responsabile della comparsa di odore di pesce nelle urine, nel respiro e nel sudore. L’acetil-L-carnitina dovrebbe essere utilizzata con cautela nei pazienti in trattamento con warfarin (14).

Altri prodotti
Altri prodotti per il miglioramento delle funzioni cognitive come vinpocetina, uperzina A e formulazioni omeopatiche a base di deidroepiandrosterone (DHEA) vengono pubblicizzati in specifici siti internet. I pazienti dovrebbero essere avvisati circa i rischi associati a tali prodotti che possono essere non-standardizzati, adulterati e pericolosi.

Bibliografia

  1. O 'Halloran J, et al. General practitioner consultations at residential aged-care facilities. Med J Aust 2007; 187: 88-91 www.mja.com.au/public/issues/187_02_160707/oha10417_fm.html .
  2. National Prescribing Service. Complementary medicines information use and needs of health professionals: general practitioners and pharmacists. Sydney: NPS; 2008, updated 2009.
  3. Natural Medicines Comprehensive Database: Ginkgo. Therapeutic Research Faculty, Stockton (CA). http://naturaldatabase.therapeuticresearch.com
  4. DeKosky ST , et al. Ginkgo biloba for prevention of dementia: a randomized controlled trial. JAMA 2008; 300: 2253-62.
  5. Snitz BE, et al. Ginkgo biloba for preventing cognitive decline in older adults: a randomized trial. JAMA 2009; 302: 2663-70.
  6. Solomon PR, et al. Ginkgo for memory enhancement: a randomized controlled trial. JAMA 2002; 288: 835-40.
  7. IPSEN. Encouraging results of a GuidAge, large scale European trial conducted in the prevention of Alzheimer's dementia [press release]. 2010 Jun 22. www.pharmiweb.com/pressreleases/pressrel.asp?ROW_ID=24073
  8. Bent S, et al. Spontaneous bleeding associated with ginkgo biloba: a case report and systematic review of the literature. J Gen Intern Med 2005; 20: 657-61.
  9. Isaac MG, et al. Vitamin E for Alzheimer's disease and mild cognitive impairment. Cochrane Database Syst Rev 2008; 3. DOI: 10.1002/14651858.CD002854.pub2
  10. Bjelakovic G, et al. Antioxidant supplements for prevention of mortality in healthy participants and patients with various diseases. Cochrane Database Syst Rev 2008; 2. DOI: 10.1002/14651858.CD007176
  11. Morgan A, Stevens J. Does Bacopa monnieri improve memory performance in older persons? Results of a randomized, placebo-controlled, double-blind trial. J Altern Complement Med 2010; 16: 753-9.
  12. Natural Medicines Comprehensive Database: Gotu Kola. Therapeutic Research Faculty, Stockton (CA). http://naturaldatabase.therapeuticresearch.com
  13. Hudson SA, Tabet N. Acetyl-l-carnitine for dementia. Cochrane Database Syst Rev 2003; 2. DOI: 10.1002/14651858.CD003158
  14. Natural Medicines Comprehensive Database: Acetyl-Lcarnitine. Therapeutic Research Faculty, Stockton (CA). http://naturaldatabase.therapeuticresearch.com.
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