![]()
Reazioni avverse
da erbe medicinali
A cura di
Gioacchino Calapai, Giovanni
Polimeni, e Achille P. Caputi
Valutazione della qualità
delle preparazioni botaniche
June H. McDermott
and Thomas M. Motyka
(tradotto da Medscape
Pharmacology ,2000).
Introduzione
L'approvazione
del Dietary Supplement Health and Education Act (DSHEA) nel 1994 ha provocato
una crescita, mai prima verificatasi, della industria erboristica e dei supplementi
dietetici. Sebbene ci siano recenti evidenze che questa crescita stia rallentando
(1) il pubblico statunitense sta usando un numero crescente
di prodotti erboristeria e di supplementi dietetici in associazione con o al
posto della terapia convenzionale (2). I medici e i farmacisti,
in quanto operatori in prima linea per l'informazione sulla salute, hanno espresso
alcune perplessità circa la sicurezza e l'efficacia di queste sostanze.
La principale preoccupazione è rappresentata dalla qualità e affidabilità
dei prodotti oggi disponibili sul mercato (1). Questo articolo
rivede i punti fondamentali sulla qualità e la standardizzazione delle
preparazioni fitoterapiche. In mancanza di una normativa definitiva, noi presentiamo
una serie di argomenti per gli operatori sanitari per valutare quando dare consigli
sui prodotti fitoterapici.
Il problema
L'approvazione
della DSHEA ha permesso l'entrata sul mercato di una grande quantità
di supplementi nutrizionali e di prodotti erboristici. Questi prodotti, diversamente
da quelli prodotti dall'industria farmaceutica, non richiedono l'approvazione
della Food and Drug Administration (FDA). Risulta molto difficile garantire
la sicurezza e l'efficacia prima che esse vengano immesse nel mercato come anche
un accurato monitoraggio esterno sull'identità o potenza delle piante.
Al contrario il produttore dovrebbe accertare la sicurezza del supplemento fitoterapico.
Rapporti relativi ai problemi connessi alla qualità dei supplementi fitoterapici si possono trovare dalla letteratura scientifica e non. Tali rapporti rientrano in quattro categorie: aggiunta intenzionale di un farmaco che diventa responsabile di effetti terapeutici o avversi; sostituzione non intenzionale della pianta con un'altra tossica; inquinamento ambientale della pianta con fattori patogeni o chimici; quantità subottimali o variabili del principio attivo dentro una formulazione.
Esempi di questi problemi comprendono adulterazioni di creme fitoterapiche della tradizione cinese per problemi dermatologici con desametasone (3) e contaminazione di piante con Digitalis Lanata.(4). La Digitalis Lanata è una fonte di lanatosidi o glucosidi cardiaci. Circa 2700 kg di queste piante contaminate furono spedite a diversi produttori o distributori in un periodo di due anni (4).
Il problema dell'inadeguata standardizzazione dei principi attivi è stata messa in luce in seguito ad un analisi di qualità sull'erba di san Giovanni (St. John's wort) in uno studio condotto dal Los Angeles Times sulla medicina alternativa (5). Tre delle 10 marche testate non avevano più della metà delle potenzialità affermate (5). Un altro rapporto ha esaminato 10 prodotti a base di ginseng, trovando un ampio spettro di attività nei ginsenosidi totali (2.3-23.2 mg) (6).
Esiste la potenzialità dei prodotti botanici di essere contaminati con altri adulteranti come metalli pesanti o microbi patogeni, sebbene noi non abbiamo individuato alcuna documentazione di tale problema. Un ovvio problema finale, facilmente ovviabile, è l'etichettatura della preparazione botanica .Infatti le etichette spesso non contengono le giuste indicazioni per il dosaggio e le avvertenze.
Fattori
che influenzano la qualità farmaceutica delle preparazioni botaniche
(7)
Autenticità
della pianta
La pianta dovrebbe essere accuratamente identificata usando le tecniche
macroscopiche e microscopiche. Ad essa dovrebbe essere assegnato il suo nome
latino, che include il genere, la specie nonché la citazione dello scopritore
per garantire la corretta identificazione. L'uso di nomi comuni può causare
seri problemi poiché spesso lo stesso nome può essere applicato
a diverse piante.
Parti della
pianta utilizzate
Anche la parte della pianta deve essere identificata (per esempio: fiori , foglie,
semi, corteccia, radici, rizomi,) che si utilizza per le preparazioni. Questo
è importante, giacché le parti delle piante contengono sostanze
chimiche diverse e diverse concentrazioni di tali sostanze sono responsabili
delle diverse attività farmacologiche.
Fattori
ambientali
Diversi fattori giocano un ruolo nella qualità della sostanza chimiche
che si ritrovano nella pianta, incluso le condizioni del terreno dove cresce,
l'altitudine ed il clima.
Condizioni
per la raccolta e la conservazione
La concentrazione dei principi chimici nelle parti delle piante può
variare durante il ciclo di crescita. Il periodo ottimale per il raccolto deve
essere determinato individualmente. Per esempio, i gensinosidi provenienti dalla
radice del ginseng sono più concentrati in autunno, che è la stagione
del loro raccolto. Tuttavia se il principio attivo si trova nei fiori, il raccolto
può essere fatto all'inizio e a metà estate. Le condizioni di
conservazione come la temperatura, luce ed umidità influenzano anch'esse
il profilo chimico.
Contaminazione
degli ingredienti delle erbe
I prodotti fitoterapici dovrebbero crescere senza essere esposti a pesticidi,
metalli tossici, erbicidi, altri contaminanti. La conservazione e la lavorazione
dovrebbe impedire la contaminazione con escrementi o di parti animali, funghi
e batteri. Il problema della contaminazione è valido anche per i supplementi
nutrizionali. Ricercatori della Mayo Clinic hanno analizzato alcuni campioni
di 5-idrossitriptofano (5-htp) e hanno trovato tracce di un contaminante chimico
noto come "picco X", che è stato collegato alla sindrome mialgica-eosinofila
(8).
Buone procedure
industriali
La qualità del prodotto finale è determinata dalla qualità
della pianta, dalle procedure industriali che si utilizzano per la lavorazione.
L'estratto delle piante dipende dal solvente utilizzato così come dalle
modalità di estrazione, compreso il tempo di estrazione e la temperatura.
I dosaggi cromatografici e chimici, che servono per testare il profilo o la
caratterizzazione dei costituenti principali, dovrebbero essere precisati e
riportati. Dovrebbero essere identificati anche gli eccipienti aggiunti nel
prodotto finale. La stabilità e la data di scadenza dovrebbero essere
evidenziate. Inoltre dovrebbero essere registrati numero di lotto ed esami effettuati.
Standardizzazione
degli estratti
I principi farmacologicamente attivi sono stati identificati e l'industria garantisce
una quantità specifica di queste sostanze nel prodotto finale. In alcuni
casi quando le sostanze chimiche non sono state identificate, le sostanze principali
- i composti generalmente ritrovati nelle piante o nelle parti delle piante
utilizzate - sono i punti di riferimento per la standardizzazione.
Utilizzo
delle piante intere
I sistemi della medicina tradizionale sostengono l'utilizzo non solo dell'estratto
di sostanze chimiche isolate ma anche delle pianta intera o di una parte di
questa . Si pensa che ci sia un sinergismo o un antagonismo tra i molti costituenti
e che l'attività farmacologica dipenda dalla combinazione dei loro effetti.
L'uso di prodotti, contenenti tutte le parti della pianta intera al posto dei
singoli contenuti, se standardizzati con specifici marker chimici può
garantire la qualità dal punto di vista tradizionale.
La risposta
dell'industria.
L'industria dei supplementi dietetici sta rispondendo alla necessità
di prodotti sicuri e standardizzati.La National Nutritional Foods Association
(NNFA) la più grande e antica associazione industriale nonprofit per
i supplementi dietetici, ha stabilito per i suoi membri un programma di certificazione
di Buone pratiche di manifattura (Good Manifacturing Practices) (GMPs) (9).
Il programma prevederà ispezioni delle industrie da parte di terzi per
determinare se gli standards stabiliti dalla NNFA sono realmente osservati.
Questa standardizzazione includerà test specifici per materiali grezzi
e finiti, per il mantenimento dell'attrezzatura, per la registrazione dei documenti,
la pulizia e la preparazione del personale. Come prova che verranno osservate
le GMPs della NNFA's, le industrie saranno autorizzate ad utilizzare un marchio
da applicare sull'etichetta del prodotto, in modo da assicurare il consumatore
sulla qualità dello stesso. La partecipazione a questo programma verrà
richiesta a tutti i membri del NNFA, che forniscono supplementi dietetici, ed
entrerà in vigore nell'anno 2002.
L'Institute for Nutraceutical Advancement (INA) è una divisione dei Laboratori dell'Industria, che fornisce servizi di analisi per l'industria dei prodotti naturali. L'INA ha sviluppato un programma di convalida dei metodi (Methods Validation Program) (MVP) allo scopo di validare e distribuire metodi analitici per testare per i composti. Attualmente ha validato e pubblicato i metodi correlati a sei specie botaniche. La Farmacopea degli Stati Uniti è interessata alla pubblicazione dei metodi dell'INA nel US Pharmacopoeia / National Formulary (USP/NF) come standards per i test (10-11). Questa procedura dovrebbe essere simile a quella stabilita per i composti farmaceutici.
Da ultimo, una società privata (ConsumerLab.com) ha iniziato un programma mirato a testare indipendentemente prodotti fitoterapici e supplementi dietetici. I prodotti che superano le procedure dei test possono avere un marchio di sicurezza sulla loro etichetta, che assicura delle qualità del prodotto (12).
Conclusioni
I prodotti botanici
devono essere sottoposti ad una regolamentazione ed a prospettive di sicurezza
perché le piante contengono un'ampia varietà di principi potenzialmente
attivi con potenziale sinergico. Inoltre, le piante all'interno della stessa
specie rivelano un ampio spettro di profili chimici. Esiste la possibilità
di ampie variazioni nella qualità e nel contenuto dei prodotti botanici
che deriva dalla fonte del prodotto grezzo e dai processi di lavorazione. Potenziali
problemi scaturiscono sia dalla contaminazione intenzionale o non che dalla
concentrazione inconsistente di principi attivi.
In mancanza di controllo da parte delle autorità o terze parti, gli operatori sanitari hanno bisogno di accertare la qualità di ciascun prodotto botanico prima di assicurare con certezza la qualità e sicurezza del prodotto. Qui abbiamo presentato i principali problemi che farmacisti, medici ed altri operatori sanitari dovrebbero conoscere per giudicare la qualità del prodotto. Sfortunatamente, malgrado l'industria, tenti di autoregolarsi, non ci sono standard definitivi attraverso i quali giudicare i supplementi erboristici. E' probabile che gli standard ampiamente accettati con cui vengono giudicate le erbe medicinali più comuni evolveranno alla luce degli attuali sforzi per l'identificazione chimica e la determinazione degli ingredienti attivi. Valutazioni economiche faranno in modo che gli standars per le piante di uso meno comune evolveranno più lentamente.
Noi raccomandiamo che tutti gli operatori sanitari dedichino più tempo per conoscere i problemi più importanti e comincino ad apprendere gli standard di qualità dei prodotti fitoterapici prima di somministrarli ai loro pazienti. Questo significa chiedere informazioni ai produttori riguardo alle loro misure di controllo di qualità. Dato il vasto numero di fornitori, questo è molto difficile per clinici molto impegnati.
Noi ci auguriamo di progredire verso migliori standards per assicurare un utilizzo più sicuro dei preparati fitoterapici.
Bibliografia
Torna all'elenco dei corsi disponibili