(a cura di Alessandro Oteri, Dipartimento Clinico e Sperimentale di Medicina e Farmacologia, Università degli Studi di Messina)
Lo zinco è un elemento presente in piccola quantità nell'organismo. Viene assorbito nell'intestino tenue ad opera di trasportatori che ne regolano l'assunzione a seconda delle esigenze dell'organismo. Carenze di zinco possono determinare una sintomatologia complessa caratterizzata da riduzione della crescita, ipogonadismo, anoressia, vomito, alterata percezione del gusto e diminuzione dell'olfatto, dermatite, ritardi delle cicatrizzazioni, instabilità e alterazioni della vista.
La somministrazione concomitante di sali di zinco e chinoloni o tetracicline può ridurre l’assorbimento di tali antibiotici a causa della formazione di chelati insolubili. Per tale ragione, l’ingestione di supplementi a base di zinco dovrebbe essere effettuata a distanza di almeno 6 ore dall’assunzione di tali farmaci (1).
In uno studio condotto su volontari sani, l’assunzione di un prodotto multivitaminico contenente zinco ha determinato una riduzione del 24% nell’assorbimento della ciprofloxacina (2).
I sali di zinco possono competere nell’assorbimento con i sali di ferro e di rame (3). Per minimizzare tale interazione si consiglia di separare l’assunzione di tali prodotti.
Bibliografia