(Ekiz F, et al. Liver injury associated with Malva grandifolia. Hepatobiliary Pancreat Dis Int 2010; 9: 443-4)
A cura di Paolo Morabito. Dipartimento Clinico e Sperimentale di Medicina e Farmacologia. Università di Messina
Una donna di 59 anni con anamnesi positiva per ipertensione si è presentata nel Dipartimento di Gastroenterologia con dispepsia, riferendo di aver bevuto del succo di Malva grandifolia (250 ml/die) per 4 settimane per controllare i disturbi della dispepsia e di aver assunto un antipertensivo per molto tempo. Negò l’uso di alcol ed erano assenti i fattori di rischio per l’epatite virale cronica. L’esame obiettivo non evidenziò niente di anormale.
I risultati degli esami di laboratorio erano i seguenti:
Albumina, bilirubina e PT erano nella norma, così come risultarono negativi i marker sierologici per epatite virale acuta e per epatite autoimmunitaria. L’ecografia epatica era nella norma.
Fu sospettata una tossicità epatica da succo di Malva grandifolia.
Dopo aver sospeso l’assunzione del succo di Malva, gli enzimi epatici si sono normalizzati in modo rapido e sono tornati entro i limiti della norma 10 giorni dopo il ricovero. La biopsia epatica non è stata effettuata in quanto i risultati dei test di funzionalità epatica erano nella norma.
Commento
La Malva grandifolia è una pianta che si trova frequentemente nelle aiuole e negli orti. I derivati della malva sono utilizzati per la gastrite, per le ulcere dello stomaco e dell’intestino.
Questa è la prima segnalazione di epatotossicità causata da succo di Malva grandifolia.
I medici dovrebbero chiedere in modo specifico ai pazienti se fanno uso di supplementi a base di erbe, in modo particolare ai soggetti con alterazione dei test di funzionalità epatica. È opportuno anche avvisare i pazienti circa le potenziali conseguenze associate all’utilizzo di erbe medicinali.
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