(Gianluca Trifirò, Dipartimento Clinico e Sperimentale di Medicina e Farmacologia dell’Università di Messina)
Titolo completo
Etosuccimide, acido valproico e lamotrigina nell’epilessia con crisi di assenza dell'infanzia
(Ethosuximide, Valproic Acid, and Lamotrigine in Childhood Absence Epilepsy)
Autori: Glauser TA et al
Rivista: N Eng J Med 2010; 362: 790-9;
Sponsor: Lo studio è stato finanziato dal National Institutes of Health. I farmaci in studio sono stati forniti gratuitamente da Pfizer, Abbott Laboratories, e GlaxoSmithKline.
L’epilessia con crisi di assenza dell'infanzia rappresenta il 10-17% di tutte le forme di epilessia insorte in età infantile. Tale sindrome è caratterizzata da sospensione breve e frequente della coscienza nel corso della giornata, con esordio tipico tra i 4 e gli 8 anni in un bambino apparentemente sano. I bambini affetti da tale forma di epilessia hanno generalmente deficit cognitivi e difficoltà psico-sociali a lungo termine.
Etosuccimide, acido valproico, e lamotrigina sono comunemente impiegati per il trattamento iniziale di tale sindrome epilettica. Tuttavia, mancano evidenze conclusive sull’efficacia comparativa di questi antiepilettici nella terapia dell’epilessia con crisi di assenza dell'infanzia. Di certo, tali farmaci hanno un differente profilo di sicurezza e potenziale rischio di interazioni.
Il presente trial clinico in doppio cieco, controllato e randomizzato è stato condotto al fine di valutare efficacia, tollerabilità ed effetti neuropsicologici di questi tre antiepilettici nella terapia dell’epilessia con crisi di assenza dell'infanzia.
Da Luglio 2004 a Ottobre 2007 in totale 453 bambini (età media: 7 anni e 5 mesi) sono stati arruolati ed equamente assegnati per randomizzazione a terapia con etosuccimide (250 mg), acido valproico (25 mg) e lamotrigina (5 e 25 mg). I dosaggi sono stati aumentati fino al raggiungimento del controllo delle crisi. Le visite di follow-up sono state eseguite ogni 4 settimane fino alla 14esima settimana dall’inizio della terapia. Outcome primario dello studio era l’assenza di fallimento terapeutico alla sedicesima settimana.
Risultati
Dopo 16 settimane di terapia, il tasso di assenza di fallimento terapeutico era simile per acido valproico (53%) ed etosuccimide (58%), mentre era più alto rispetto al tasso della lamotrigina (29%; Odds Ratio per etosuccimide vs lamotrigina 2,66; IC 95% 1,65-4,28; OR per acido valproico vs lamotrigina 3,34; IC 95% 2,06-5,42). Il deficit di attenzione era più frequente con l’acido valproico (49%) rispetto all’etosuccimide (33%; OR 1,95; IC 95% 1,12-3,41).
Eventi avversi
Non è stata osservata alcuna differenza tra i tre farmaci nel tasso di interruzione della terapia dovuta ad eventi avversi (in media 22%). In totale sono stati riportati 17 tipi di eventi avversi in >5% dei soggetti in almeno 1 dei gruppi di trattamento.
Alla visita di follow-up della sedicesima settimana, 8 soggetti (4 con etosuccimide, 2 con lamotrigina e 2 con acido valproico) hanno riportato eventi avversi gravi che hanno richiesto l’ospedalizzazione. Le cause di ospedalizzazione includevano in particolare convulsioni tonico-cloniche generalizzate (3 casi) ed 1 caso ognuno di polmonite con diarrea e vomito ed enterocolite da salmonella. Inoltre, sono stati riportati 13 casi moderatamente severi di rash cutaneo (possibilmente farmaco-correlati) che hanno portato alla sospensione del trattamento, ma nessun caso era di sindrome di Stevens-Johnson.